ROMA - Federico Bortoli, ad (ex) dimissionario di «Roma Metropolitane», ci ripensa, straccia la lettera inviata al sindaco e resta al suo posto.
Decisivo il vertice col sindaco Alemanno di martedì in Campidoglio, al quale era presente anche l'assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma, «mediatore» tra i due.
Bortoli, fino all'ultimo, è stato sul punto di lasciare, tanto che in Comune cominciavano a circolare nomi di ipotetici sostituti. E, per rimanere al suo posto, il manager ha preteso (e ottenuto) la completa «copertura» politica del suo operato sulle metropolitane, specie sulla contestata linea C.
L'ad, nelle ultime settimane, si era ritrovato sottoposto alle critiche, sia da fuori l'amministrazione sia da persone che ne hanno fatto parte attiva fino a poco tempo fa (come Antonio Tamburrino di Italia Nostra, ex consulente del Comune) e non voleva passare da capro espiatorio. Specie perché, proprio sul discusso project financing della tratta Colosseo/Oslavia della C (presentato dalle ditte che realizzano la metro: Vianini, Astaldi, Ansaldo e Cooperative), «Roma Metropolitane» aveva risposto in maniera dura, smontando pezzo per pezzo la proposta.
Un rapporto che era stato inviato al Campidoglio, e che - secondo Bortoli - era rimasto chiuso dentro un cassetto.
Nel vertice di martedì, il manager ha portato a casa un risultato: il project financing della linea C, ora, dovrebbe andare a bando pubblico.
Una mossa che rimette tutto in discussione, anche se rischia di allungare ulteriormente i tempi di realizzazione della tratta. Prima della gara, infatti, l'amministrazione dovrà fissare le linee guida, urbanistiche e patrimoniali, alle quali poi i privati dovranno attenersi.
Il project proposto dal consorzio «Metro C», infatti, secondo Bortoli era debolissimo. E, almeno in un punto, completamente inapplicabile: alcuni degli immobili da valorizzare, come le caserme, non sono nella disponibilità del Comune. Oltre a questo, il manager ha incassato «il pieno apprezzamento del suo operato» e la «necessità di un coinvolgimento dell'opposizione sulle scelte relative alle metro e in particolare ai prolungamenti della B1 sino a Bufalotta, della A sino a Torrevecchia, il completamento della C e la metropolitana leggera Anagnina/Torre Angela».
Bortoli viene ritenuto indispensabile: «Una sua uscita - spiega il Campidoglio - avrebbe avuto effetti traumatici sui cantieri in corso». Il Pdl esulta: «Il ritiro delle dimissioni di Bortoli è positivo», dice Luca Gramazio. Ironica l'opposizione: «Per ora finisce la telenovela», dice Massimiliano Valeriani (Pd).
Ernesto Menicucci
Sul Corriere, Cronaca di Roma a pagina 2
22 febbraio 2012 | 13:28
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