16-01-2012

COMUNICATO STAMPA - Comitato Azionisti Cogeme S&T spa. Crack scandaloso, piccoli azionisti infuriati

COGEME S&T SpA – Primo crack finanziario del 2012
I Piccoli azionisti infuriati
 
E’ stato il primo crack-scandaloso del 2012 e si è consumato il 12 gennaio scorso a Milano con la messa in liquidazione della Cogeme Set SpA, società quotata in borsa nel 2006. Ne escono con le ossa rotte, con i risparmi andati in fumo, gli obbligazionisti e i piccoli azionisti (oltre il 70% del capitale). Il 2012, per loro e non solo per loro, é iniziato nel peggiore dei modi, giovedì sera. Un giorno nefasto anche per la metalmeccanica italiana di qualità, che vede deturpato un “gioiellino made in Italy” vittima della turbo-finanza e della contabilità creativa (che ricordano tanto la Parmalat). Un gruppo industriale che non merita la sordina ma tutte le iniziative possibili per recuperarlo e rilanciarlo nel nostro Paese.  Così la pensano i piccoli soci e tutti i risparmiatori delusi e “traditi”.
 
Quanto avvenuto è frutto di diversi colpi di scena. Mercoledì 11, vigilia dell’Assemblea dei soci, la Guardia di Finanza pone i sigilli nel principale Stabilimento della Cogeme a Patrica (Frosinone). L’operazione dei finanzieri di Frosinone, scaturita dalla denuncia fatta a settembre dai “piccoli soci”, è stato il segnale che sotto il tappeto “giacevano scorie sospette” che riguardavano la gestione societaria (peraltro di una azienda quotata in borsa). Un’operazione che le Fiamme Gialle hanno eseguito, dopo la denuncia e l’attivismo messo in campo dai piccoli azionisti, meritevoli d’ammirazione.
 
Ma andiamo con ordine, partendo dalla sintesi della calda giornata del 12 gennaio. La mattinata comincia con il seguente avviso di Borsa italiana: “sospensione delle contrattazioni del titolo e delle obbligazioni Cogeme, in attesa di comunicato della Società”. Nel pomeriggio inizia l’Assemblea degli azionisti che a serata inoltrata si conclude “malamente”.
 
L’iter seguito è quello preordinato dagli azionisti di maggioranza Dynamic Technologies SpA (D.T.) e TMS Ekab srl (TMS) e dai consulenti: al 1° punto la proposta di D.T., conseguente al “fallito aumento di capitale inscindibile” (previsto dai patti parasociali tra D.T. e Tms d’incorporazione-fusione, riposizionamento,etc.) e con azzeramento del capitale” (non approvato). Cetrobanca (4,9%), “fatto emblematico”, esprime però voto favorevole.
 
Poi, è la volta della “messa in liquidazione della società e nomina del collegio dei liquidatori” che viene approvato a maggioranza. Vengono approvate anche le modifiche statutarie, necessarie per facilitare le “operazioni in corso”.
 
Infine, l’Assemblea viene chiamata a votare “l’azione di responsabilità nei confronti di vecchi amministratori e del Collegio dei Sindaci” che TMS e DT non approvano. Disgiuntamente è la volta “dell’azione contro la società di revisione PKF” ( a cui è stato già rescisso il contratto per giusta causa), che invece TMS e DT approvano.
 
In conclusione “l’azione legale di responsabilità (prevista dal Codice Civile) nei confronti degli “amministratori e del Collegio sindacale”, proposta all’Assemblea viene respinta (dai proponenti) TMS-DT, malgrado il voto favorevole dei piccoli azionisti presenti (5,8%), ma viene rigettata anche la richiesta dei piccoli soci al CdA e ai presenti, d’inserire “l’azione penale di responsabilità  ex-D.lgs 231/01”, perché i Top manager presenti la considerano di competenza esclusiva del CdA e non accoglibile dall’Assemblea degli azionisti.
 
I “giochetti” si concludono a tarda sera e viene emesso un comunicato stampa della Società emittente.. Sabato mattina Borsa Italiana comunica che “sono sospese -a tempo indeterminato- dalle contrattazioni le azioni Cogeme Set e le relative Obbligazioni”.  Alla rabbia dei creditori, dei piccoli azionisti é ormai alle stelle e viaggia anche su internet e s’aggiunge quella di lavoratori e tecnici, che vedono sbriciolarsi la loro azienda,.
 
E’ bene raccontare, per sommi capi, gli eventi della società. Cinque anni fa (dicembre 2006) Cogeme S&T, viene quotata a 3,65 euro per azione. Era stata UGF Merchant (gruppo Unipol) a portare la società a Piazza Affari sul Mercato Expandi (listino di Borsa Italiana per le piccole imprese). Uno studio del senior co-lead manager Rasfin indicava fra i 44,2 e i 65,5 milioni di euro, l’intervallo di valorizzazione finanziaria della società, operante nel comparto della meccanica di alta precisione per il settore Auto e produttrice di componenti per i motori diesel e benzina (iniezione e turbo) per una clientela di tutto rispetto: Magneti Marelli, Honeywell, Siemens ed altri grandi nomi. Cogeme presenta aziende produttive in Italia (ove la società funge da capogruppo e holding di controllo), ma anche in Romania, in India e Brasile.
 

 

Purtroppo il gruppo Cogeme ora è ridotto male e i “dati ufficiali” lo confermano. Il titolo è sceso in Borsa del 98,69% e l’11 gennaio era quotato a 0,048 euro per azione. Eppure Cogeme Set nel 2010 (dati del Bilancio) fatturava quasi 48 milioni di euro con un margine operativo lordo di 15 e un patrimonio netto di 47 milioni di euro. Impiegava 468 dipendenti. E vantava un altro gruppo, la Tecno Tempranova Lombarda – TTL, controllata al 50,998% attiva nel settore tempra su particolari meccanici in acciaio e ghisa e con stabilimenti e società in Italia e in Spagna. Una aziendina (si fa per dire) che al 30 aprile 2011 dichiarava ricavi per 31,1 milioni di euro, un Mol di 10,7 milioni di euro e un patrimonio di quasi 40 milioni di euro. E 160 dipendenti.
 
Le tribolazioni di Cogeme Set iniziano nel 2009 fino ad accentuarsi nel 2011. Nell’anno appena trascorso l’indebitamento è esploso vicino ai 90 milioni di euro a fronte di un patrimonio azzerato, anzi, passato in negativo per quasi 25 milioni di euro. A Piazza Affari nel 2011 la società ha avuto un crollo e ha capitalizzato poco più di 3 milioni di euro (dato Borsa Italiana).
 
Insomma, Cogeme Set in pochi anni da florido gioiellino è divenuta un’azienda con le casse vuote, decreti ingiuntivi che la bombardano e con l’incubo del default, specialmente per chi ha creduto ed ha investito migliaia di euro (i propri risparmi).
 
Gli ottimistici numeri del passato sono ormai scomparsi e non si parla più di un’impresa “made in Italy” capace di conquistare il mondo, ma di un’azienda portata al fallimento. E proprio nel 2011 hanno preso il via le “operazioni” che hanno portato all’assemblea infuocata dai piccoli azionisti contro gli amministratori passati e attuali.
 
Tutto inizia a maggio 2011, quando entra in ballo D.T. che acquista l’1,9% del capitale Cogeme, detenuto da TMS (azionista di maggioranza con il 39.142%). Precisamente il 16 maggio quando D.T. e TMS stipulano un “patto parasociale” che prevede: -l’integrazione societaria tra Cogeme e Dt;  la partecipazione di D.T. all’acquisto di ulteriori azioni; un progetto di riposizionamento; un nuovo business plan;  la riorganizzazione delle aziende del gruppo; l'ottimizzazione delle risorse finanziarie della società etc..
 
E’ il ticket che fa entrare nel Consiglio d’amministrazione di Cogeme, il presidente e l’amministratore di D.T, con il “patto” che dovranno essere proprio loro a guidare Cogeme, assumendone la presidenza e la posizione di A.D., sostenuti da un Cda a maggioranza gradito a D.T. (malgrado la bassa quota di azioni sindacate).
 
Il patto prevede tante cose ma anche tante sorprese nella gestione, all’insaputa della generalità degli azionisti, che comunque da lì a poco s’accorgeranno che qualcosa non va.
 
Il titolo scende, le risorse vengono dirottate all’estero (Romania), la società ottiene addirittura un finanziamento europeo per “progetti in Italia”, ma riscontri non se ne vedono, etc. 
 
Insomma, molte ombre non fanno scorgere un orizzonte sicuro. I dati economico-finanziari che vengono presentati al mercato sono tutt’altro che soddisfacenti, le “commesse provenienti dall’integrazione tra D.T e TMS” non si vedono, i debiti aumentano (comprese le esposizioni con l’Erario), la “semestrale 2011” porta alla luce anche –secondo una definizione truffaldina- la “contabilità creativa” (fatturazioni strane?). Il finanziamento dell’Unione Europea, non si sa che fine ha fatto!? L’evento più eclatante: le dimissioni dal Cda, dell’intero Collegio dei Sindaci e la cacciata della società di revisione per “giusta causa”.  Motivo ? I conti non tornano. Vengono incaricati due advisor di revisionare i bilanci, verificare le poste contabili, etc.
 
Il resto…è ormai storia. L’uomo della Dynamic Technologies (e suo presidente) resta in sella e viene riconfermato presidente di Cogeme. In Assemblea viene nominato anche nel Collegio dei Liquidatori, composto da soli due membri, incaricati di tutelare gli investitori, la società (forse), spartire la “parte buona” e abbandonare la parte “meno buona” del gruppo. Tanto pagano i risparmiatori ?!. D’altro canto: dopo il danno la beffa ci sta tutta!.
 
I piccoli azionisti però non ci stanno e comunicano che si rivolgeranno alle Autorità inquirenti (penali e civili), almeno per avere giustizia.
 
Comitato Azionisti Cogeme S&T spa
                                                                                                                                                                            FINE
Milano, 16 gennaio 2012

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