di Edoardo Fagnani
-6 feb 2012 ore 17:49
Avvio di settimana nervoso per Piazza Affari e per le principali borse europee, dopo i buoni rialzi messi a segno la scorsa ottava. Restano alti i timori per un default della Grecia, in scia alle difficoltà a trovare un accordo sulle richieste dei creditori internazionali. Intanto, l’Eurostat ha comunicato che alla fine del terzo trimestre il rapporto tra debito pubblico e pil italiano si attestava al 119,6%, rispetto al 119,1% dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Bancari nervosi. Spicca il forte rialzo del Banco Popolare. Anche oggi in corsa la galassia Ligresti.
Il FTSEMib ha subito un calo dello 0,3% a 16.390 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,12% a 17.393. In rialzo, invece, il FTSE Italia Mid Cap (+1,76%) e il FTSE Italia Star (+0,5%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,24 miliardi di euro, rispetto ai 3,05 miliardi di venerdì. Su 334 titoli trattati, 186 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 134. Invariate le restanti 14 azioni. L’euro è tornato sopra gli 1,31 dollari. L’oro è sceso a 1.725 dollari.
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Bancari nervosi. Unicredit in territorio positivo dopo una seduta in altalena. Il titolo dell’istituto ha registrato un progresso dell’1,6% a 4,184 euro. Gli analisti di Bank of America hanno migliorato il giudizio sull’istituto e ora consigliano l’acquisto delle azioni. Al contrario, Banca Akros ha peggiorato il rating su Unicredit, portandolo da “Accumulate” a “Hold” (mantenere), anche se ha incrementato a 4 euro il prezzo obiettivo. La stessa Banca Akros ha alzato da 1,45 euro a 1,65 euro il target price su IntesaSanpaolo (-2,37% a 1,527 euro). Gli esperti hanno peggiorato ad “Accumulate” il giudizio, dal precedente “Hold” (mantenere). Intanto, l’istituto ha annunciato un invito ai portatori di titoli subordinati Tier 1 a offrire in vendita i propri titoli. L'offerta è partita oggi e terminerà martedì 14 febbraio.
Monte dei Paschi di Siena è salita del 2,61% a 0,3419 euro. Secondo CorrierEconomia, l'inserto economico settimanale del Corriere della Sera, tra i potenziali candidati all'ingresso nel capitale della banca senese, che nei giorni scorsi ha visto l'uscita di Francesco Gaetano Caltagirone, ci sarebbe il fondo Clessidra. L'istituzionale sarebbe interessato a una quota, magari in cordata con altri fondi come Apax, Cinven o Cvc.
Il Banco Popolare ha guadagnato il 3,11% a 1,46 euro. L’istituto ha annunciato un invito ai portatori di titoli Tier 1 e Tier 2 della banca a offrire in vendita i propri titoli. Il prezzo offerto è inferiore al valore nominale. L'offerta è partita oggi e terminerà mercoledì 15 febbraio. Intanto, Banca Akros ha migliorato il giudizio sul Banco Popolare e su UBI Banca (+1,81% a 3,934 euro), portandolo da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere). Gli esperti hanno confermato i target price sulle banche, fissati rispettivamente a 1,4 euro e a 4,2 euro.
Mediobanca ha ceduto l’1,02% a 4,964 euro. Kepler ha alzato da 5,8 euro a 6,3 euro il prezzo obiettivo sull’istituto di Piazzetta Cuccia, in seguito al miglioramento della valutazione di Generali. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
È proseguita la corsa della galassia Ligresti. Fondiaria-SAI è balzata del 31,3% a 1,329 euro, dopo essere rimasta sospesa per eccesso di rialzo per buona parte della giornata, mentre Milano Assicurazioni ha guadagnato il 5,8% a 0,288 euro. Unipol è salita del 30,3% a 0,3167 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo. Gli analisti di Barclays hanno ritoccato al rialzo il target price sulla compagnia assicurativa, portandolo da 0,31 euro a 0,33 euro. Intanto, Fondiaria-SAI e Unipol hanno conferito incarico a Mediobanca per la promozione del consorzio di garanzia per gli aumenti di capitale nel contesto dell’ipotesi di integrazione dei due gruppi assicurativi.
Generali è scesa dello 0,24% a 12,33 euro. Goldman Sachs ha sforbiciato a 16 euro a 13 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia triestina. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
Enel ha recuperato lo 0,32% a 3,09 euro. Oggi ha preso il via l’offerta del prestito obbligazionario da 1,5 miliardi di euro destinato ai piccoli risparmiatori.
Vendite sui petroliferi. Eni ha registrato una flessione dello 0,35% a 17,18 euro. Segno meno per Tenaris (-3,09% a 14,43 euro), mentre Saipem ha registrato un minimo rialzo (+0,08% a 36,19 euro). In rosso Saras (-0,93% a 1,168 euro) ed Erg (-0,93% a 8,505 euro). Gli analisti di Barclays hanno tagliato il prezzo obiettivo sulla società guidata dalla famiglia Moratti, portandolo da 1,8 euro a 1,5 euro.
Snam è salita dello 0,97% a 3,544 euro. UBS ha inserito la società nella lista dei titoli preferiti tra le utility europee.
Tra gli editoriali, in evidenza Seat Pagine Gialle che ha registrato un rialzo dell’1,97% a 0,0415 euro. Il Sole24Ore di domenica 5 febbraio ha ricordato che i creditori della società hanno tempo fino alla fine di febbraio per dare il via libera alla ristrutturazione dell’indebitamento da 2,7 miliardi di euro. Il quotidiano ha segnalato che la nuova proposta cambierà completamente la compagine azionarie di Seat. I fondi di private equity, attuali azionisti di maggioranza con una quota del 49,6%, scenderanno sotto il 5%, mentre il flottante passerà dal 50,4% al 5%. Il 90% del capitale, invece, andrà agli obbligazionisti di Lighthouse, che convertiranno il bond da 1,3 miliardi di euro.
Tra le altre società a maggiore capitalizzazione, in evidenza la galassia Fiat. Fiat Auto ha subito un ribasso del 2,06% a 4,568 euro. L’amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha ceduto 600.000 azioni Fiat ordinarie e altrettante azioni Fiat Industrial ordinarie (-2,82% a 7,76 euro) attribuitegli in forza del Piano di Stock Grant, al fine di fare fronte a una parte degli oneri fiscali derivanti dall’assegnazione. Le operazioni di cessione dei titoli sono state effettuate a un prezzo unitario medio rispettivamente di 4,65744 euro e di 7,960085 euro. Intanto, l’agenzia S&P ha messo sotto osservazione il rating sul debito a lungo termine di Fiat, ora fissato a “BB”, con implicazioni negative.
Buzzi Unicem ha perso il 5,14% a 8,405 euro. La controllata tedesca Dyckerhoff ha terminato il 2011 con ricavi per 1,6 miliardi di euro, in aumento del 13% rispetto agli 1,41 miliardi dell’esercizio precedente. I vertici dell’azienda prevedono un generale miglioramento della redditività nel 2011, mentre per l’esercizio in corso i numeri dovrebbero essere in linea con quelli del 2011. Dopo questi risultati gli analisti di Mediobanca hanno peggiorato il giudizio su Buzzi Unicem, portandolo da “Outperform” (farà meglio del mercato) a “neutrale”. Gli esperti hanno confermato il target price di 8,8 euro. Sulla stessa lunghezza d’onda Banca Akros che ha alzato da 8,5 euro a 9,3 euro il target price sulla società, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il 2011. Gli esperti hanno peggiorato ad “Accumulate” il giudizio, dal precedente “Hold” (mantenere). Italcementi ha ceduto lo 0,78% a 5,735 euro. La società bergamasca ha comunicato che nel 2011 il fatturato del gruppo è cresciuto dell’1,3% a 4,72 miliardi di euro.
Autogrill è scesa del 4,46% a 8,145 euro. Deutsche Bank ha peggiorato il giudizio sulla società di ristorazione, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere). Il prezzo obiettivo è stato ridotto da 11,9 euro a 9,2 euro, in seguito al taglio delle stime sull’utile per azione per il biennio 2012/2013.
Amplifon ha ceduto il 3,06% a 3,48 euro. Secondo quanto scritto su Affari&Finanza, l’inserto del quotidiano La Repubblica, la società dovrebbe aver chiuso il 2011 con ricavi per 830 milioni di euro e con un margine operativo lordo in aumento del 14% a 140 milioni. Per il 2012 è prevista un’ulteriore crescita del fatturato a 855 milioni di euro e un Ebitda di oltre 150 milioni.
Interpump è salita del 2,15% a 5,93 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno alzato da 5,85 euro a 7 euro il prezzo obiettivo sulla società. Gli esperti ora consigliano l’acquisto delle azioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Equita sim, che ha incrementato da 6,1 euro a 6,4 euro per azione la valutazione su Interpump, in seguito alla revisione delle stime per l’esercizio in corso. Gli espeerti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
Aeffe ha guadagnato il 2,79% a 0,699 euro. La società ha chiuso il 2011 con ricavi per 246 milioni di euro, in aumento del 12,2% rispetto ai 219,2 milioni realizzati nell’esercizio precedente. I vertici di Aeffe sono ottimisti per l’esercizio in corso, sulla base dei risultati ottenuti nelle prime settimane del 2012.
Rialzo a due cifre per Nice (+14,9% a 2,86 euro).
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