02 settembre, 17:54
dall'inviato Domenico Conti
CRISI: PIL; UE MEGLIO DI USA,NO RISCHI NUOVA RECESSIONE - La ripresa in Europa c'e' ed piu' forte del previsto.
Nel secondo trimestre 2010, infatti, secondo Eurostat il Pil della zona euro e dell'intera Ue ha fatto registrare un rimbalzo dell'1%, molto meglio degli Stati Uniti (+0,4%).
''Dati incoraggianti'', commenta Bruxelles, che non intravede alcun rischio di ''doppia recessione'' nel Vecchio Continente.
Semmai parte dei i rischi sono legati proprio all'incertezza della situazione economica negli Usa: ''Non siamo isolati - spiega il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn - e la nostra ripresa dipende anche da quella dei nostri principali partner''. Intanto le cifre di Eurostat fanno ben sperare.
''Numerosi Stati membri stanno facendo meglio del previsto - afferma il portavoce - soprattutto la Germania'', che e' tornata ad essere la locomotiva dell'economia europea, con un balzo del 2,2% nel secondo trimestre (dopo la crisi non era mai andata oltre lo 0,7%) e un +3,7% su base annua.
Tra le altre grandi economie, il Regno Unito ha messo a segno un +1,2%, mentre la Francia e' salita allo 0,6%. Piu' modesti i dati dell'Italia, il cui Pil nel secondo trimestre si ferma allo 0,4%, come nei primi tre mesi dell'anno.
Ma a Bruxelles si dicono ''ottimisti'': ''L'andamento del Pil italiano - afferma il portavoce di Rehn - nell'ultimo anno mostra un trend positivo'', avendo gradualmente risalito la china dal -4,7% del terzo trimestre 2009 all'1,1% del secondo trimestre di quest'anno.
''Una tendenza - aggiunge - che potra' proseguire se si registrera' un ulteriore miglioramento delle eseportazioni e dei consumi privati''.
Resta in recessione la Grecia (-1,5%), mentre la Spagna fa registrare uno striminzito +0,2%. Ma in generale il periodo piu' nero della crisi economica sembra oramai davvero alle spalle.
E la Commissione Ue - che il prossimo 13 settembre pubblichera' le nuove previsioni sul Pil 2010 - insiste sulla linea del rigore dei conti pubblici che - a suo avviso - ha finora pagato.
Dunque, avanti con le politiche di austerity per tagliare drasticamente deficit e debito, e avanti con le riforme strutturali, soprattutto quelle tese ad abbattere la spesa pubblica.
A discuterne saranno i ministri finanziari della Ue che si ritroveranno la prossima settimana a Bruxelles, dove martedi' e' programmata una riunione della task force per la rifroma del Patto Ue di stabilita' e di crescita; mentre mercoledi' si riuniranno prima l'Ecofin e poi l'Eurogruppo.
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