di Fabio Carosi
La neve non c'è più, ora infuriano le polemiche e non quelle sul sale, sulle interpretazioni delle previsioni della Protezione Civile o sulla palese impreparazione della città. Il duello Alemanno-Gabrielli si rinnova. Solo che stavolta non c'è il capo dipartimento della Protezione Civile, ma il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri.
Il primo colpo di fioretto è del sindaco. Davanti alle telecamere di Mattino 5 Alemanno va giù duro: “Il ministro Cancellieri ha fatto appelli alla popolazione solo sabato, due giorni in ritardo, quindi anche lei è stata male informata”.
Immediata la replica del ministro, affidata però al TgCom: “«Non sono stata male informata, la situazione è stata seguita momento per momento”. Poi aggiunge: “Non do giudizi sui sindaci, non ho titolo per ergermi a giudice, io ho solo fatto un richiamo alla legge che prevede che il sindaco è il primo attore di Protezione civile, le istituzioni facciano il proprio dovere e poi, nelle sedi giuste, si difenderanno dalle accuse, ma polemiche così personalizzate vanno evitate: occorre lavorare in silenzio”.
Quanto alla Protezione Civile, “ha dato prova di essere efficacissima, ora attraversa un momento di riflessione per motivi legati alla capacità di spesa, ma è un ottimo sistema. L'ondata di maltempo che ha colpito l'Italia ha evidenziato che il Paese ha bisogno di forti interventi di ammodernamento, alcuni impianti necessitano di investimenti”.

Ma chi ha aperto ufficialmente una questione Roma è stata la puntata domenicale di Presa Diretta, il magazine di approfondimento di Rai3, che ha dedicato una monografia alla Capitale.
Un affondo senza precedenti, due ore e mezza di inchiesta che prende in esame le grandi malattie di Roma: la criminalità, i trasporti e le metropolitane incompiute, le scelte urbanistiche della Giunta Alemanno e l'incapacità della città Capitale di reagire a qualsiasi emergenza.
Pioggia o neve, Roma è sempre in ginocchio. E la puntata segue di appena una settimana quella sull'emergenza rifiuti e la discarica più grande d'Europa, quasi a configurare una vera campagna mediatica contro la città e la sua amministrazione.
Guidati da Riccardo Iacona, i tre “chirurghi” Lisa Iotti, Vincenzo Guerrizio e Danilo Procaccianti partono dalla criminalità organizzata, mettendo in fila i 34 omicidi del 2011 e i più recenti del 2012 e, transitando per allagamenti e neve, approdano tra gli appalti per la manutenzione delle strade, un dramma ormai storico. Con il bisturi entrano nella storia recente ma sorvolano su quella passata a partire dal progetto della Metro C, per finire con le scelte urbanistiche, intervistando addirittura Daniel Modigliani in veste di censore urbanistico, pur essendo lui il padre dell'ultimo piano regolatore della città.
Il quadro che emerge dà ancora più forza all'opposizione.
Il primo a commentare l'inchiesta di Iacona è il capogruppo del Pd alla Regione, Esterino Montino che da ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma, punta il dito sugli appalto per la manutenzione delle strade: “Quello che è emerso da Presa Diretta è uno spettacolo indecente – commenta – ancora non mi spiego come la Procura di Roma non salti addosso al Comune di Roma. La questione delle manutenzioni grida vendetta e personalmente mi sono preso la briga di andare a vedere quali sono le ditte che eseguono i lavori stradali: sono una ventina, sempre le stesse, e non è escluso che ci siano anche degli incroci, con ditte che appartengono agli stessi proprietari”. E conclude: “La città è in mano a gente incapace di intendere e di volere, sembra di assistere al governo Berlusconi in piccolo. In ogni caso aspettiamo la commissione d'inchiesta che non si limiti solo alla triste lite tra Comune e Protezione Civile ma che faccia luce su tutto”.
Chi esce veramente malconcio dalla punta di Presa Diretta è l'apparato burocratico di Roma Metropolitane. La società del Comune, che costa ai romani 14 milioni di euro ogni anno solo di stipendi, non solo non è mai stata in grado di realizzare il progetto completo della metropolitana ma anche per i collaudi si avvale di tecnici esterni. E dopo la denuncia della Corte dei Conti sull'incremento dei costi, già si parla di una prossima indagine della magistratura. Nel mirino gli appalti e decine di varianti in corso d'opera. Infine, la sicurezza. L'apparato inquirente a protezione della città clamorosamente sottodimensionato col rapporto di agenti della Squadra Omicidi della questura di uno ogni due omicidi.

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