Roma, 6 feb.(Adnkronos) - Il Comitato per il monitoraggio e l'emergenza gas del ministero dello Sviluppo economico ha deciso di attivare la fase di emergenza, secondo le procedure previste dall'Unione Europea, prevedendo ''la messa in esercizio di centrali elettriche a olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico''.
E' quanto si legge in una nota diffusa dopo la riunione odierna del Comitato. In essa si motiva la decisione con ''le previsioni di un prolungamento delle attuali condizioni meteo per tutta la settimana'' e con il ''permanere del calo di forniture dalla Russia e dai due rigassificatori disponibili (Rovigo e Panigaglia)''.
"In considerazione dell'eccezionale ondata di freddo, del connesso picco storico nei consumi di gas e del livello ridotto di forniture dalla Russia'', sottolinea la nota, il Comitato ha adottato nei giorni scorsi i provvedimenti necessari per gestire lo stato di allerta, ''consentendo di massimizzare l'erogazione dagli stoccaggi, la produzione nazionale e l'importazione da altre fonti di approvvigionamento''.
Intanto, aggiungono dal Comitato, è in corso l'attivazione del contenimento dei consumi dei clienti industriali, le cui clausole contrattuali prevedano tale possibilità. Queste misure, spiega, tutelano pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative. Una nuova riunione del Comitato è prevista per domani.
Scendono anche le forniture di gas in Italia. I flussi dalla Russia verso l'Italia sono in calo del 17,89%, secondo quanto emerge dai dati pubblicati sul sito Snam Rete Gas e aggiornati alle 14 di oggi che registrano una fornitura pari a 84,9 mln di metri cubi rispetto ai 103,4 richiesti: 18,5 milioni di metri cubi in meno.
L'Ucraina si è detta pronta a inviare più gas in Europa. Lo ha detto oggi il primo ministro ucraino Mykola Azarov, citato dall'agenzia stampa Interfax. Azarov ha spiegato che l'Ucraina ha coperto la maggiore richiesta di gas dovuta all'emergenza freddo grazie ai propri depositi sotterranei. Questo surplus di capacità può essere utilizzato, ha detto, per coprire la differenza fra la capacità di fornitura di Gazprom e le richieste europee.
Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, di fronte all'emergenza di approvvigionamento, è necessario mettere mano alle riserve e non agire solo e sempre sulle imprese.
''Sono preoccupata. La situazione rischia di diventare critica - ha dichiarato a margine della decima edizione della Mobility Conference -. Giovedì ci potrebbe essere la decisione di interrompere le aziende e su questo noi richiamiamo l'attenzione, a una certa preoccupazione, perché le imprese hanno già subito gli scioperi dei Tir e in alcune aree del Paese l'impossibilità di spedire la merce per problemi di maltempo. Se a questo si dovesse aggiungere anche questo, il rischio è di creare una forte penalizzazione per le imprese'', ha spiegato Marcegaglia, osservando che ''comprendiamo il momento, però chiediamo che ci sia attenzione sul fatto che in questo momento le imprese italiano stanno vivendo una fase di difficoltà''.
A chi le domandava se, dunque, si debba mettere mano alle scorte ''sì'' ha risposto il presidente degli Industriale precisando: ''Si faccia un mix di cose, però non si agisca solo sulle imprese''.
Dell'emergenza gas ha parlato oggi anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera: in Italia sul fronte dell'approvvigionamento del gas "la situazione è sicuramente critica - ha ammesso -, perché sono diminuiti i flussi da Russia e Francia, ma è ben monitorata".
"Noi - ha continuato Passera - viviamo quotidianamente con la sala di regia del gas e dell'energia. Ieri abbiamo deciso di passare a livello di allerta, perché i consumi si sono dimostrati i più alti nella storia e quindi dobbiamo essere preparati anche a richieste superiori alle previsioni".
"Sono già stati attivati - ha proseguito - canali alternativi dall'Africa e da altre parti. C'è stato anche il problema del rigassificatore di Rovigo e questo ha creato ulteriore pressione. Tutti gli step ulteriori in caso di bisogno sono pronti ad essere messi in moto. Ogni giorno si fa il punto e ogni giorno si decidono le cose da fare".
Intanto si muove anche l'Europa. "Non c'è un'emergenza nell'Ue" e la situazione "è migliorata durante il fine settimana" per quanto riguarda le forniture di gas, che hanno ricominciato a risalire, ha assicurato Marlene Holzner, la portavoce del commissario Ue all'energia Guenther Oettinger.
La Commissione Ue è in "stretto contatto" con le autorità italiane sulla situazione delle forniture di gas ed è "pronta a fornire il suo aiuto se glielo sarà richiesto", ha aggiunto.
L'Italia è un paese "molto diversificato e molto ben connesso ai gasdotti", ha ricordato Holzner, sottolineando che in caso di necessità l'Italia potrebbe utilizzare appieno la capacità del gasdottoTag, al momento sottoutilizzato.
"Il gasdotto in provenienza dall'Austria ha ancora capacità, e questa potrebbe essere utilizzata di più di quanto è fatto al momento", ha affermato la portavoce Ue, precisando che Bruxelles attende la fine della riunione di oggi al ministero dello Sviluppo a Roma.
"Alla luce dei risultati decideremo cosa fare, e in caso siamo pronti ad aiutare se ci sarà una richiesta", ha ribadito la Holzner, ricordando che il sistema Ue prevede tre livelli di azione per arrivare a una soluzione in caso di emergenza, il primo in cui intervengono solo le compagnie energetiche che operano sul mercato, il secondo in cui intervengono le autorità internazionali e il terzo, se i primi due sono insufficienti, prevede l'intervento dell'Ue.
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